Diagnosi di DSA: come spiegarlo al bambino!

Se vostro figlio ha una diagnosi di dislessia avrà bisogno di un aiuto supplementare per impostare un metodo di studio che sia efficace per lui, magari attraverso un tecnico dell’apprendimento o un insegnante appositamente formato. A scuola gli insegnanti dovranno adottare strategie appropriate, sia durante le spiegazioni, sia nelle verifiche, sia nella richiesta di compiti a casa; contemporaneamente è possibile che lo specialista vi consigli di intraprendere un trattamento riabilitativo di tipo logopedico.

Tutte queste novità dovranno essere spiegate a vostro figlio con cura e dolcezza.

Utilizzate un linguaggio semplice, chiarendo che le difficoltà che sta vivendo a scuola o nel fare i compiti riguardano solo alcuni ambiti specifici è che sarà possibile trovare un modo diverso di apprendere, più adatto a lui. In alcuni momenti potrà essere faticoso ma di sicuro avrà anche degli aspetti positivi e potrà essere affrontato contando sui vari strumenti oggi disponibili. Ditegli che non deve preoccuparsi, perché state già adoperandovi tutti quanti (voi, gli insegnanti, il terapista e lui stesso) per affrontare al meglio le difficoltà che incontra. Spiegategli che è molto importante “conoscersi”: sapendo dov’è che fa più fatica nello studio, si potrà finalmente aiutarlo con strumenti che valorizzeranno il suo potenziale, in modo che esso possa essere espresso sempre al meglio.

Se vostro figlio ha una diagnosi di dislessia: diteglielo! L’unico rischio in questi casi è tacere!

  • Spiegategli che la dislessia è molto comune, che probabilmente anche nella sua scuola/classe altri bambini sono dislessici e forse anche nella sua famiglia.
  • Portategli molti esempi positivi di persone conosciute o personaggi dislessici.
  • Potete spiegargli che “dislessia” è solo un nome per spiegare il perché alcuni bambini hanno difficoltà a imparare a leggere, a scrivere ed a contare.
  • Spiegategli che tutti siamo diversi: tutti abbiamo abilità e strategie differenti.
  • Individuate i punti di forza di vostro figlio, nello sport, nella musica, nel disegno, nel bricolage, ecc., scoprite le sue capacità relazionali e mettete tutto ciò che ha di positivo in evidenza in modo che anche lui riesca a vedere le sue qualità.genitori-e-figli
  • Fategli capire che ogni bambino è unico e speciale e se incontrerà compagni che impareranno a leggere ed a scrivere subito senza fatica non dovrà abbattersi perché ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e le proprie qualità, lui come gli altri, e ognuno a suo modo.
  • Spiegategli che la dislessia non è colpa sua, né vostra o della scuola. è una caratteristica con cui nasce la persona, come avere i capelli castani o gli occhi azzurri.
  • Spiegategli che il disturbo dell’apprendimento è la causa delle sue difficoltà a scuola ma fategli capire, anche, che il suo modo “diverso” di apprendere può essere una potenzialità (creatività, pensiero per immagini, ecc.).
  • Spiegategli anche che questo significa che bisognerà lavorare sodo, impegnarsi molto, anche più dei suoi compagni, ma che lui comunque avrà tutto l’aiuto di cui ha bisogno e tutti gli strumenti appropriati per riuscire ad arrivare agli stessi obiettivi degli altri.
  • Spiegategli che l’uso del computer e di determinati strumenti compensativi non deve essere vissuto come qualcosa che sottolinea la sua diversità ma come qualcosa che lo potenzia. Inoltre fatelo riflettere sul fatto che tutti nel mondo del lavoro usano i computer e molti manager utilizzano le mappe concettuali, strumenti che i ragazzi con DSA possono utilizzare quotidianamente già a scuola!

Preparatevi a dover ripetere queste cose più volte anche nel corso degli anni e siate sempre pazienti e disponibili.

  • Se prima di sapere la diagnosi avete discusso con vostro figlio perché faceva male i compiti, perché vi sembrava pigro e demotivato e per i suoi insuccessi scolastici, ammettete il vostro errore e non abbiate paura di chiedergli scusa, i bambini sanno perdonare; gli insegnerete, così, il valore dell’ammettere i propri errori.
  • Se ci fosse bisogno di un aiuto supplementare, magari per i compiti a casa, presentatelo come un’opportunità e non come una punizione; per far in modo che effettivamente sia così cercate una persona qualificata che aiuti vostro figlio ad essere autonomo nello studio e che non si sostituisca a lui! I ragazzi hanno bisogno di sentirsi efficaci e non di avere una persona a fianco che faccia al posto loro, trasmettendogli, ancora una volta, il messaggio “io sono l’esperta, tu non sai fare niente”.
  • Fate in modo che i compiti non interferiscano eccessivamente con altre attività che gratificano molto il bambino (sport, feste, ecc).dsa psicologia aprilia
  • Se vostro figlio arriva a casa con brutti voti non punitelo togliendogli l’attività sportiva o ciò a cui tiene; forse non siete ancora riusciti a trovare le strategie giuste per rendere i suoi risultati scolastici positivi! Piuttosto premiatelo con attenzioni ed attività a lui gradite quando si impegna nello studio, indipendentemente dai voti ottenuti: in questo modo la scuola non sarà da lui vissuta come ciò che gli toglie qualcosa di bello, ma come ciò che gli permette, se si impegna, di avere qualcosa che ama.
  • Guardate, ascoltate, leggete e commentate con vostro figlio tutto ciò che trovate riguardo la dislessia: film, filmati, documentari, speciali, articoli, in TV, per radio o su internet. è importante che impari a conoscersi sempre di più per comprendere i suoi punti di forza e superare con le strategie giuste ciò che senza di quelle lo limita.

 

Assicuratevi che vostro figlio capisca che la scuola è molto importante ma è solo un aspetto della vita.

  • Aiutate vostro figlio a trovare la sua strada e non precludetegli dei percorsi per paura che non ce la possa fare: ragionate con lui sulle difficoltà che potrebbe incontrare e sostenetelo ogni volta che cerca di realizzare i suoi sogni.
  • Se volete raccontare della diagnosi ad altre persone, parenti o amici, fatelo ma solo dopo aver chiesto il suo permesso, cercando di essere il più possibile positivi e dicendo agli altri le stesse cose che avete detto a vostro figlio. Eventuali discrepanze arriverebbero velocemente a vostro figlio, spaventandolo e minando la fiducia che ha in voi.
  • Cercate di parlare più di vostro figlio che dei suoi problemi, più con lui che di lui e se, invece, fosse lui a parlarvi dei suoi problemi di apprendimento accoglietelo e fategli sentire che non è solo: insieme troverete il modo giusto per superare le eventuali avversità.
  • Assicuratevi che vostro figlio sappia che il vostro amore nei suoi confronti non dipende dai risultati scolastici, né da null’altro.

Certamente queste cose sono più facili da dire che da fare. All’inizio è difficile accettare la diagnosi con tranquillità. Spesso capita di pensare “ma perché mio figlio?” o “non è giusto!”. Si tratta di una reazione normale, ma transitoria ed appena il dispiacere iniziale è passato, è importante dirigere tutte le energie nell’affrontare il problema per aiutare al meglio il bambino.

Un grande aiuto, in tal senso, potrete riceverlo contattando la sezione dell’Associazioaidne Italiana Dislessia più vicina a casa vostra. Questo vi consentirà di confrontarvi con altri genitori e di ricevere molte informazioni utili. Potete anche telefonare all’help line dell’Associazione, dove potrete parlare con degli esperti e ricevere ulteriori informazioni. Un altro modo efficace per confrontarvi con altri genitori è quello di consultare il forum presente nel sito dell’AID, o andare nella pagina facebook dell’Associazione (www.facebook.com/aiditalia).

Non sentitevi soli: ci sono molti modi per poter trovare persone che stanno vivendo la vostra stessa esperienza, per essere accolti nelle vostre perplessità e difficoltà, per essere consigliati sulla strada da intraprendere e su come muoversi in modo efficace, per caricarvi di energia positiva e trasformare i sentimenti negativi, che state vivendo, in forza e fiducia nel futuro!

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