9 mesi di coccole e carezze!

Foto di Sergio Tuccio
Foto di Sergio Tuccio

La comunicazione emotiva, profonda con la propria madre e con il proprio padre ha inizio già dal momento in cui si è un piccolo essere, cullato e protetto nel grembo materno. Con mamma e papà non si è in contatto solo quando un grido al momento del parto annuncia socialmente la propria nascita. La relazione emotiva con i propri genitori inizia dunque quando per il feto il mondo esterno è sconosciuto.

C’è un  momento speciale, intimo, emotivo, nella propria storia, che cresce con noi e si integra in noi ed è quel tempo in cui si è un tutt’uno con la propria mamma.

Di lei si sente il battito cardiaco che culla e addormenta, i suoi rumori del ventre, la sua voce che tranquillizza;c’è un filo diretto tra madre e bimbo tanto che gli affanni materni sono recepiti e fatti propri dal bimbo, così

come l’ allegria della madre è l’ allegria del feto, la sua gioia di essere mamma è la gioia del piccolo di nascere.

E’ stato verificato che dedicando particolare attenzione alla propria esperienza prenatale è possibile trovare, in modo completo, un’armonia con se stessi.

Tra il feto e la madre sembra dunque instaurarsi una comunicazione profonda primaria: egli condivide la vita emotiva della mamma; è in grado di ricevere il suo amore, la sua accettazione o il suo rifiuto e tutto ciò influirà sulla sua personalità.

Attraverso il contatto, le parole, il canto, la musica, si dà avvio ad una comunicazione emotiva con la propria madre che crea un’intesa rassicurante tale che porta ad esempio il piccolo a muoversi in direzione della mano materna posata sul ventre. La stessa rassicurazione che il bimbo riconoscerà quando i suoi primi passi sperimenteranno l’essere nel mondo.

All’invito tattile e verbale della madre il piccolo risponde con un cambiamento della propria posizione, visibile a occhio nudo, attraverso la modificazione del profilo del ventre materno che si modella al corpicino del bimbo che si sposta seguendo la mano della mamma, iniziando un gioco che egli stesso solleciterà se viene instaurata una continuità relazionale.

Foto di Sergio Tuccio
foto di Sergio Tuccio

Anche il padre inizia il suo rapporto emotivo con il figlio quando è ancora ben protetto nel grembo della madre, completando la relazione triadica e integrandolo nella generale vita di famiglia.

Tutti noi ci sentiamo rafforzati dalla consapevolezza di essere amati dai nostri genitori, dalle loro lodi e dal loro apprezzamento; se tale coscienza ingloba anche il periodo prenatale può colmare la ricerca di eventuali conferme quando si è nel dubbio e riempie  il senso di alienazione e di vuoto dato dall’evento della nascita.

L’abitudine a comunicare emotivamente con il figlio non solo facilita nel periodo post-natale la relazione ma consente alla madre di mantenere, anche durante il parto un stretto contatto con il piccolo e di vivere in condivisione emotiva l’esperienza della nascita.

Considerare il bambino già prima della nascita un membro della famiglia dallo status un pò particolare, mantenere costantemente la comunicazione emotiva, dedicare più tempo dialogando, giocando, nel corso della gravidanza, si favorisce lo sviluppo, la capacità di relazione e di armonizzazione delle fasi esperenziali del bambino nel corso della propria esistenza.

 

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