Lo sviluppo delle percezioni in gravidanza

La letteratura sul neonato para di “neonato competente”, cioè capace fin dai primi giorni di vita di interagire in modo significativo con l’ambiente, fugando il luogo comune che che lo considerava un fascio di riflessi.

Le ricerche hanno sottolineato il fatto che il neonato è un organismo che ricerca attivamente stimolazioni, esplora in vario modo l’ambiente nel quale si trova e riconosce voci e odori, verso i quali orienta l’attenzione.

foto di Sergio Tuccio
foto di Sergio Tuccio

Tutto questo non è frutto solo dell’esperienza dell’interazione con il mondo dopo la nascita ma anche, e forse sopratutto, di esperienze fatte prima di nascere, cioè di esperienze  intra-uterine.

L’ambiente intrauterino, contrariamente a quanto si pensava nel Medioevo, non è una “fortezza isolata” che escluda qualsiasi comunicazione con l’esterno bensì un ambiente ricco di stimoli fisico-chimici che possono risultare piacevoli o spiacevoli al feto.

La placenta, infatti, è permeabile a varie sostanze chimiche, le così dette noxae, come la nicotina, l’alcol e le droghe che possono raggiungere il feto e provocare danni al suo sviluppo psico-fisico. Inoltre, la madre può avere una forte influenza su alcune funzioni fisiologiche del suo bambino: una madre ansiosa può per esempio provocare un aumento della motilità del feto creando le condizioni per un parto prematuro!

Percezione Tattile

foto di Sergio Tuccio
foto di Sergio Tuccio

Il sistema Tattile fetale, è funzionante già a partire dalla 7° settimana ed entro la 20° tutta la cute e le mucose sono sensibili agli stimoli tattili.

Le stimolazioni tattili, rappresentano un importante strumento per la creazione di un lagame precoce feto-madre e feto-altri significativi. Si può contribuire ad instaurare un precocissimo rapporto genitore-figlio, mediante carezze e messaggi verbali cui possono partecipare anche il padre, i fratelli e gli altro. Il feto, attratto da queste stimolazioni, reagiste con movimenti fino ad arrivare a spostarsi verso la parte più alta o quella più bassa dell’utero.  

Percezione Vestibolare

E’ presente a partire dalla 16° settimana. Il feto riceve numerose stimolazioni vestibolari nella vita intrauterina, sia a causa dei suoi movimenti, sia a causa di quelli della madre. Stimolazioni molto forti, dovute allo stile di vita della madre, potrebbero portare a risposte di movimento che potrebbero avere ripercussioni negative sul feto. E’ per questo che di solito si consiglia alla madre un adeguata attività motoria, evitando comportamenti iperattivi!

Percezione Uditiva

La coclea, che contiene l’organo dell’udito, inizia a funzionare bene intorno alla 18°-20° settimana gestazionale, mentre la funzionalità periferica e centrale dell’apparato uditivo, è presente solo a partire dalle 24-25 settimane.

A partire dalla 28°, il feto è già in grado di discriminare e memorizzare la voce umana. L’utero non isola il feto dai suoni esterni! La voce materna, quella degli altri familiari, i rumori e i suoni del quotidiano – come per esempio la musica- raggiungono l’apparato uditivo del feto. E’ stato dimostrato scientificamente che madri alle quali piaceva ascoltare un certo tipo di musica durante la gravidanza, abbiano trasmesso tali preferenze al neonato o ancora, che la voce della madre, come altre voci emesse nelle vicinanze della madre, non sono coperte da rumori presenti all’interno dell’organismo materno quali la respirazione, il battito cardiaco, i cambiamenti gastrointestinali o cardiovascolari!

Cosa importante è che la voce materna arriva al feto anche per trasmissione attraverso i tessuti e che la lunga esperienza percettiva del battito cardiaco della madre, lascia una traccia importante nel feto anche dopo la nascita, al punto che questo suono può essere utilizzato come strumento per tranquillizzare il neonato.

Percezione Visiva

La vista è la modalità percettiva che si sviluppo per ultima, poichè nell’utero non vi sono le condizioni di luminosità e di stimolazione che possano permetterne uno sviluppo efficiente. Il feto però, non è completamente cieco: è provato che esso non vive in un mondo completamente buio. Se la madre non si copre di abiti, il feto riesce a percepire una luce rossastra e se viene posta una fonte luminosa sul ventre materno, il feto è in grado di percepirla e sembra che risponda a questa luce coprendosi gli occhi.

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