Emozioni e cibo: l’importanza di programmi di screening e prevenzione

I disturbi del comportamento alimentare, di cui anoressia e bulimia sono solo le manifestazioni più conosciute, sono diventati sempre più frequenti tra i ragazzi.rapporto emozioni cibo aprilia

Accanto a tali patologie conclamate vi sono numerose problematiche più sfumate e differenziate, legate alla gestione delle abitudini alimentari, la cui disfunzionalità non è sempre condivisibile e identificabile data la variabilità soggettiva e lo stretto legame con l’influenza delle abitudini alimentari dei genitori con aree quali autonomia e affettività (ad esempio riconoscere e identificare le emozioni).

Durante l’infanzia e la prima adolescenza sono molti i comportamenti alimentari disfunzionali che si possono verificare; non necessariamente costituiscono un vero e proprio disturbo, ma possono rappresentare una sorta di adattamento progressivo all’immagine di sé e alle richieste di autonomia che l’ambiente di vita di volta in volta richiede. Si pensi, ad esempio, alle difficoltà che un bambino può presentare alla prima esperienza con la mensa scolastica o i periodi di “inappetenza” che un ragazzo può manifestare in concomitanza con un esame o durante una situazione particolarmente ansiogena. Tuttavia, quando le alterazioni o le peculiarità nelle condotte alimentari diventano quantitativamente o qualitativamente significative, quando cioè si protraggono troppo a lungo o diventano inaccettabili in quanto incompatibili con l’ambiente in cui il giovane è inserito, oppure diventano pericolose per il suo stato di salute (ad esempio si pensi alla perdita o l’aumento progressivo di peso), allora la situazione merita un approfondimento clinico, in quanto ci si potrebbe trovare di fronte ad un disturbo alimentare.psicologia aprilia alimentazione

È necessario riconoscere e affrontare la gestione di atteggiamenti disfunzionali legati al cibo: richiesta incontrollata di spuntini, rifiuto di alcune pietanze, ricerca selettiva di determinati alimenti, alterato senso di sazietà/appetito, pensiero eccessivamente polarizzato verso il cibo, rifiuto di alimentarsi in alcuni contesti.

Sorgono quindi domande quali “mi devo preoccupare o è soltanto un passaggio?” ma soprattutto “è opportuno chiedere una consulenza a uno specialista?”.

Le Linee Guida internazionali (OMS) e le raccomandazioni basate sull’evidenza (NICE) sottolineano l’importanza di programmi di screening e prevenzione centrati sull’identificazione di fattori di rischio e di “soglie di allarme” che permettono di comprendere un eventuale disagio, per poter intervenire a più livelli sociale, educativo, informativo ed eventualmente clinico.


Per saperne di più o chiedere un colloquio puoi contattarmi ai seguenti recapiti:

Laura Elke D’Apolito

cell: 340.56.19.914

e-mail: lauraelke.dapolito@gmail.com


 

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